LUIGI NONO - IL CANTO SOSPESO

Luigi Nono: IL canto sospeso

"Il Canto sospeso" - Luigi Nono
Voci:
Angelica Ippolito, Gian-Maria Volontè
Regia:
Peter Wehage
Testo:
Jürgen Petzinger, trad. Rosetta Froncillo

Testo

Camminate nella luce
Per morbide vie, Geni felici;
Aliti divini d'aria luminosa
Leggeri vi toccano....

Ma a noi non è dato
riposare in un luogo
Dileguano precipitano
I mortali dolenti, da una
All'altra delle ore, ciecamente,
Come acqua di scoglio
In scoglio negli anni
Giù nell'ignoto.

Friedrich Hölderlin - Canto di Iperione a del destino

(trad.: Enzo Mandruzzato, Adelphi Milano 1977)

Dal 1933 al 1945 furono i Nazionalsocialisti a decidere delle sorti dell' Europa.

Molti degli Europei, compresi molti tedeschi, fecero quotidiana esperienza del terrore. Vi opposero resistenza, furono perseguitati ed uccisi.

E alla fine fu la guerra a perdere e la pace a vincere.

Della Primavera seguita all' 8 Maggio del 1945 si parla come una delle piú belle estati degli ultimi cinquant' anni: la guerra finita, il sole riscalda e illumina uno scenario di distruzione e di decomposizione. I morti si contano a milioni, annientata la cultura ebraica, le città rase al suolo.

Molti giovani hanno lasciato la vita in Grecia, Polonia, Italia, Russia, Francia, Spagna, Germania....


Nove anni più tardi, nel 1954, Thomas Mann scrive:

"Dobbiamo sempre ripensare e nel farlo ci si stringe il cuore a cosa ne sia stato della "vittoria del futuro", della Fede e della Speranza di questa gioventù e chiederci in che mondo viviamo. In un mondo di regressione maligna, in cui un odio fatto di pregiudizio e di mania persecutiva si accoppia ad un' ansia panica - Invano sarebbero dunque state La fede, la Speranza, la Capacità di sacrificio della gioventù Europea, che porta il bel nome di Resistenza internazionale, avanguardia in lotta per un mondo migliore ? Privo di senso i suoi ideali? Ed anche la m orte sarebbe stata per nulla? No, non puo essere.“ Dalla prefazione di Thomas Mann a "Lettere di condannati a morte della resistenza europea", uscito in Italia nella Edizione Einaudi e tradotto in seguito anche in Germania e Svizzera. Luigi Nono ha letto queste lettere.

Nono, italiano, nato e morto a Venezia, europeo, umanista, che intese da compositore eventi ed esperienze diverse, anche politiche, come risuonanti "cristalli del tempo". "Cristallo del tempo" in creazione continua, le cui particelle più piccole possiedono la forza stupenda e stupefacente di una creatività senza limiti, con effetto d'insieme e di risonanza interiore. Quasi come nella vita: "nella mia casa di Venezia, nel quartiere della Giudecca, si possono ascoltare sempre le campane: il loro suono viene da ogni dove, giorno e notte, attraverso la nebbia e col sole, con diverse risonanze e diversi significati. Sono i segni di vita della laguna del mare, di quel mare aperto a Prometeo...."

Nono scelse dal libro dieci lettere, per un testo d'un suo lavoro corale, scritto per la Radio tedescoccidentale nel 1956: Il Canto sospeso. Dall' ultima riga di una lettera scritta da una tedesca a suo marito, l'ultima:...."vado con la fede in una vita migliore per voi".

Luigi Nono:

"il messaggio di quelle lettere e' rimasto scolpito nel mio cuore, come in quello di tutti coloro che intendono queste lettere come testimonianza d' amore"

"Il Canto sospeso" come Credo, dunque, in una Europa della Pace, della Libertà, dell'Umanità...

Dov'è la verità ? La Storia non si ripete, ma è giusto ricordare. La Germania è di fresco riunificata, a pezzetti. E la comune via in Europa, un continente tra gli altri ?

Dobbiamo cercare di cambiare il mondo - un po' alla volta, pezzetto per pezzetto, per dimenticare tutto ciò che su questa terra non possiamo possedere - ad eccezione dell' amore......

trad. Rosetta Froncillo


So, dal mio lavoro a contatto con molti musicisti, quanto sia importante ed anche bello che persone di diversa cultura, religione ed estrazione si incontrino senza remore per completarsi a vicenda nel lavoro come nella vita. Ed è proprio questo spirito di tolleranza e di umanità a costituire il fulcro de „Il Canto sospeso“.

Claudio Abbado